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Calcio.

E' il minerale presente in maggiori quantità nell'organismo umano (in una persona di media statura ne è contenuto circa 1 kg), in cui assolve diverse funzioni: interviene nella calcificazione delle ossa, nei processi di coagulazione del sangue, nell'eccitabilità neuro-muscolare, nella digestione di alcuni cibi.

All'organismo il calcio perviene dall'esterno attraverso gli alimenti; ne sono particolarmente ricchi il latte e i suoi derivati, le uova, il pesce, la frutta, gli ortaggi a foglia verde.

Il metabolismo del calcio è principalmente sotto il controllo della vitamina D, del paratormone e della calcitonina.

Il calcio è presente nel sangue (calcemia) in quantità comprese tra 9 e 11 mg/dl (nel bambino 10-12). In condizioni normali diminuisce durante l'allattamento, in estate e in inverno.

La calcemia può aumentare (ipercalcemia) in condizioni patologiche, ad es. dopo fratture ossee, nell'iperparatiroidismo, nell'osteoporosi acuta, in alcuni tumori; oppure diminuire (ipocalcemia), ad es. nell'ipoparatiroidismo,  nei deficit di vitamina D, nelle sindromi da malassorbimento, nella tetania.

Il calcio viene eliminato con l'urina in quantità giornaliere di 100-350 mg. Tale eliminazione può aumentare, normalmente in seguito a diete ricche di calcio, ad ingestione di pomodori e spinaci. Aumenta anche in alcune affezioni come l'ipoparatiroidismo, l'iperparatiroidismo, il mieloma multiplo, il morbo di Paget.

(tratto da dizionario medico

 

Latte:     Contrordine: non più di un bicchiere al giorno

 

Sostanze sospette

                     Calcio       300 mg

 Igf-1          18 microgrammi

 Testosterone  6 nanogrammi

 Estradiolo 330 picogrammi

Colin T. Campbell, figlio di un allevatore di vacche da latte della Virginia (Usa), beveva  4 litri di latte al giorno. Oggi è biochimico della nutrizione alla Cornell University di Ithaca e sostiene che «probabil­mente un bicchiere di latte al giorno non fa male,, ma sconsiglia di berne di più. Dice persino che il latte non fa bene alle ossa: uno studio durato 12 anni su 78 mila infermiere e pubblicato nel 1997 ha dimostrato che chi beve più latte è a maggior rischio di fratture.

 

 Ognuno beva il suo. «Non è detto che il latte che va bene per i vitelli vada bene per l'uomo,, continua Campbell. «Contiene ormoni (testosterone ed estradiolo) e fattori di crescita (igfl o fattore di crescita dell'insu­lina) utili a un organismo in via di sviluppo; nell'adulto

possono addirittura promuo­vere la crescita di tumori. Uno studio del 1989 ha rivelato che nelle 2 aree europee in cui si beve più latte, Scandinavia e Paesi Bassi, c'è il più alto tasso di tumore al seno. E, nei maschi, chi consuma più latticini aumenta del 70% il rischio di tumore alla prostata, come dimostrato da uno studio su 50 mila americani del 1999

 

 

Equivalenze

Il calcio di un bicchiere di latte si trova anche

in una tazza di foglie di rapa, o di cicoria cotta, in 30 g di sardine, in 120 g di farina, in 120 g di mandorle secche, in 3 litri di acqua di rubinetto o in

1 litro di acqua minerale con 300 mg/l di calcio

 

 TRATTO DA FOCUS  06/2007

 

E' però importante dire che perchè il calcio si fissi nelle ossa è necessario che nel corpo ci sia un catalizzatore ( è questa l'opinione di un chimico), in quanto il calcio è quasi in tutti gli alimenti e viene assorbito in base alla presenza di catalizzatori, ossia di sostanze che intervengono nella reazione chimica che fissa il calcio. Per assurdo potremmo mangiare solo calcio ed espellerlo tutto, se non sono presenti questi catalizzatori

La diagnosi pranoterapeutica riesce ad individuare la sostanza che, per quella precisa persona, serve per assorbire il calcio.

 

Iginio Tartaglini

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