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Il ferro è forse il microalimento più conosciuto e discusso perché entra nel ciclo di formazione dei globuli rossi (in parole povere è in relazione al sangue). L'errore più comune che si commette è proprio quello di associare il ferro all'anemia, cioè a quella malattia dei sangue caratterizzata da grave scarsità di globuli rossi o di emoglobina o di entrambi. In realtà esistono moltissime forme dì anemia e quindi anche moltissime cause. La cosa fondamentale è sapere che molte anemie non sono dovute a carenza di ferro; quelle che lo sono vengono denominate síderopeniche.
La concentrazione dei ferro nel sangue (da 60 a 160 mg/di per l'uomo e da 20 a 140 mg/dl per la donna); ovviamente nell'anemia sideropenica si hanno valori inferiori. è importante capire bene qua] è la funzione dei ferro (ed eventualmente dell'acido folico e della vitamina B12) nell'anemia per evitare di incorrere in grossolani errori. L'eritropolesi (cioè la produzione dei globuli rossi) è regolata da una glicoproteina, l'eritropoietina, che è sensibile al livello di ipossia (carenza di ossigeno) dei tessuti; quando alcune cellule specializzate del rene rilevano una carenza di ossigeno, aumenta la secrezione di eritropoietina che a sua volta aumenta la divisione cellulare che dà origine a globuli rossi finiti e aumenta la sintesi dell'emoglobina. Per tale sintesi sono essenziali il ferro, l'acido folico e la vitamina 13,2, L'organismo contiene circa 4 g di ferro, di cui la metà nell'emoglobina. Un altro grammo è immagazzinato nei depositi dei fegato, della milza e dei midollo osseo sotto forma di emosiderìna e di ferritina. è poi presente nella mioglobina e negli enzimi respiratori. Poiché la vita media dei globuli rossi è di circa centoventi giorni, circa 20 mg di ferro al giorno si rendono nuovamente disponibili a causa della distruzione dei globuli e servono per la produzione dei nuovi. Il meccanismo ha una perdita di circa 1-2 mg al giorno, quota che deve essere reintegrata con la dieta. L'orgaffismo è in grado di assorbire dal 10 al 15% dei ferro assunto con l'alimentazione; tale percentuale varia proprio in funzione della tipologia dei cibi e della modalità d'assunzione. Se è di origine vegetale solo il 210% viene assorbito, mentre se è di origine animale l'assorbimento pu_ arrivare fino al 35%; in quanto perché il ferro emoglobinico è assorbito molto più facilmente, soprattutto se viene assunto contemporaneamente a vitamina C (è per questo che il ferro di una bistecca innaffiata con gocce di limone è assorbito più facilmente di molti preparati farmacologici). Poiché si può stimare che 20 mg di ferro al giorno sono più che sufficienti per mantenere il bilancio dei ferro in equilibrio, sembra che soltanto situazioni eccezionali (come allattamento o gravidanza) giustifichino l'integrazione con ferro. Le uniche due eccezioni sono rappresentate dai vegetariani e dalle donne durante le mestruazioni. I primi perché hanno difficoltà d'assorbimento dei ferro di origine vegetale e le seconde perché perdono circa 25 mg di ferro (in realtà da 5 a 50): in questo caso un'integrazione con 250 mg al giorno di ferro durante il periodo mestruale può essere giustificata. Gli alimenti più ricchi di ferro sono le carni rosse, il tuorlo d'uovo e poi (con i limiti d'assorbimento citati) il pane integrale, la verdura, le carote e la frutta. Esiste un'anemia da sport? - Possiamo sintetizzare gli studi fin qui svolti dicendo che: a) la corsa produce microtraumi che provocano la morte dei globuli rossi, nonché piccole emorragie locali (sanguinamento gastrico o intestinale che produce perdite di ferro tramite le feci); b) la concentrazione di emoglobina e di ematocrito negli atleti è leggermente inferiore alla media; cioè avviene contemporaneamente a un aumento dei volume piasmatico che potrebbe giustificare li calo di concentrazione, visto che il numero dei globuli rossi resta costante. In realtà i due punti sopraccitati non fanno propendere per l'esistenza di un'anemia da sport così frequente come si pensa in quanto l'anemia si presenta spesso in atleti con valori di sideremia (il ferro circolante), di transferrina (la proteina che cede il ferro assorbito ai futuri globuli rossi) e di ferritina (il ferro in deposito) perfettamente normali. Non si capirebbe pertanto perché l'organismo, avendo bisogno di ferro, non usi quello che ha a disposizione. Inoltre è stato dimostrato che in condizioni alimentari normali un'integrazione con ferro non aumenta né l'emoglobina, né l'ematocrito, né le scorte di ferro. Poiché carenze di acido folico e di vitamina B sono molto rare e spesso devono considerarsi vere e proprie malfattie, ben si comprende come il più delle volte è inutile somministrare ferro, vitamina B 12 e acido folico in atleti con quadri al limite dell'anemia, ma con i valori ematici relativi al ferro nella norma. Un discorso a parte invece si deve fare per quegli atleti (soprattutto maratoneti) che evìdenziano carenze sia nel ferro circolante, sia nel ferro di deposito: evidentemente i duri allenamenti a cui si sottopongono provocano perdite superiori alle entrate e per questo è necessaria un'integrazione. In tal caso è meglio usare sali ferrosi semplici (100200 mg al giorno), preferibilmente somministrati lontano dai pasti (se non si hanno problemi digestivi); i prodotti gastroprotetti sono molto meno efficaci a causa di rilascio insufficiente a livello gastroenterico.
tratto da Internet
E' però importante dire che, perchè il ferro venga assorbito, è necessario che nel corpo ci sia un catalizzatore ( è questa l'opinione di un chimico), in quanto il ferro è quasi in tutti gli alimenti e viene assorbito in base alla presenza di catalizzatori, ossia di sostanze che intervengono nella reazione chimica che permette al ferro di essere utilizzato. Per assurdo potremmo mangiare solo ferro ed espellerlo tutto, se non sono presenti questi catalizzatori
La diagnosi pranoterapeutica riesce ad individuare la sostanza che, per quella precisa persona, serve per assorbire il ferro, specie in gravidanza, e basta aggiungere un determinato alimento per poter assumere il ferro senza medicinali.
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