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INFARTO |
E' questo uno dei mali del secolo e le malattie cardiache sono di tre tipi. Le prime sono quelle del sistema di valvole che regolano il flusso di sangue nel cuore, le seconde riguardano la regolazione del ritmo cardiaco, e le terze riguardano il muscolo cardiaco.
La pranoterapia è altamente efficiente per quanto riguarda i due ultimi gruppi di malattia, mentre per il primo i risultati sono alterni.
Con l'invecchiamento e/o le malattie la forza del cuore diminuisce e vengono fuori malattie circolatorie che in giovane età, data la forza del cuore, non si avvertivano.
Se nei casi di infarto il pranoterapeuta interviene tempestivamente, al massimo nelle successive 7 ore, la guarigione è pressoché scontata.- Scommetto che questa asserzione, a chi non è abituato a Pranoterapeuti dotati, può sembrare eccessiva, ma in realtà è quello che succede sia nei casi di infarto che in quelli di ictus.- Quale sia il meccanismo, non mi è dato conoscerlo, ma molte ipotesi tratte da papiri egiziani dicono che, siccome la bioenergia non permette il formarsi di grumi di sangue, anzi lo rende più liquido, il sistema immunitario riesce ancora ad intervenire, prima che tutto si solidifichi, e sanare la situazione.
Vi prego di leggere con benevolenza questa ipotesi così come io l'ho sentita: ma a noi interessa l'effetto e non come avvenga la guarigione.
Questa è la descrizione di un Infarto da un dizionario medico:
L'infarto è la morte (necrosi) di un organo o di una porzione più o meno estesa di tessuto, dovuta ad interruzione della sua irrorazione arteriosa. Si distingue un infarto bianco. dovuto ad ISCHEMIA della parte, quando non può formarsi un circolo collaterale (è frequente ; nel miocardio, rene, milza, fegato); e un infarto rosso, con presenza di vasi sanguigni (è frequente nel polmone e intestino).
Infarto del miocardio.
E' la necrosi di una parte più o meno estesa di tessuto miocardico (v. Cuore)
dovuta a blocco della sua irrorazione conseguente ad occlusione o a spasmo
troppo prolungato di un vaso arterioso coronarico. Fattori frequenti sono l'angina
pectoris, l'arteriosclerosi, l'aumento del colesterolo e di altre frazioni
lipidiche del sangue, l'aumentata aggregazione e adesività piastrinica, il fumo
di sigaretta, l'aumento del peso corporeo, la scarsa
attività fisica, gli
stress fisici e psichici. La parte lesa verrà sostituita da tessuto
cicatriziale. Si tratta di un'evenienza piuttosto frequente: in Italia ogni sei
minuti una persona è colpita da infarto.
Per fortuna non tutti gli infarti sono mortali, ma la morte sopravviene nel 30-40% dei casi. Ogni anno in Italia muoiono per infarto circa 200.000 persone, la maggior parte delle quali potrebbero essere salvate da un trattamento adeguato e tempestivo.
La mortalità cresce con l'età; pertanto, più la persona colpita da infarto è giovane, meno probabilità ha di morire. Essa risulta maggiore nelle donne e nei diabetici (25% rispetto al 15% dei non diabetici). La spettanza di vita è minore nel soggetto di età più avanzata: a tre mesi dall'episodio infartuale sopravvive il 91 % delle persone con meno di 50 anni contro il 71 % di quelle sopra i 50 anni. A 6 mesi sopravvive l'86% dei pazienti di entrambi i sessi con meno di 60 anni, e solo il 66%e di quelli oltre i 60 anni. A 5 anni la sopravvivenza è del 77% nei soggetti con meno di 50 anni e del 62oIo in quelli di età superiore. A 10 anni dall'infarto si hanno valori rispettivamente del 61% e del 33%.

Tracciati elettromiografici: in alto, cuore. normale, in basso, cuore con
infnrto miocardico.
La terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di anticoagulanti, di farmaci in grado di sciogliere il trombo (trombolitici), di normalizzare i grassi del sangue (ad es. simvastatina) e di aggreganti piastrinici.
La terapia "prano" si basa sulla prevenzione e sulla pulizia del sangue.
Con il sangue pulito, si evita l'infarto ed è proprio questo che si ripropongono di fare le Terapie Alternative, ed evitano che gli infartati abbiano una ricaduta..
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