"MENS  SANA  IN  CORPORE  SANO"
                   (mente sana in un corpo sano)

 

   

INFORMAZIONI DAL "CORRIERE DELLA SERA DEL 18/6/2006

e perchè no...su Iginio Tartaglini (clicca qui)

 

 

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TERAPIE ALTERNATIVE

non invasive e senza controindicazioni

 

via Col di Lana 15

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10100 TORINO

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuovo sito sull'acidità anomala

(vedi www.longevita.net).

 

 

 

 

 

VERONESI ASSOLVE LO SMOG

<< Certi cibi fanno peggio>>

<<Latte e polenta sono più dannosi come causa dei tumori

 

 

 

 

 

 L'ambulatorio di Brescia è in via Col di Lana 15,

tel. 3400042811,

fax 0302906471

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Magring

Dimagrire mangiando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Helicobacter, stomaco a rischio

A mia figlia, che ha 14 anni, hanno rilevato la presenza dell'Helicobacter Pylori. Ma quali precauzioni dovrà prendere nei confronti dei suoi coetanei? Il bacio, ad esempio, può essere un veicolo di trasmissione?

Un lettore di Milano

L'Helicobacter Pilory, un batterio che infetta lo stomaco, generalmente non si trasmette con il bacio. il germe in questione, infatti, è molto resistente nello stomaco, ma nell'aria vive poco e male. Studi recenti, nei quali sono stati analizzati partner che risultavano entrambi infetti, hanno rilevato, attraverso analisi genetiche dei rispettivi batteri, che questi erano diversi e che quindi non erano «Passati» dall'uno all'altro. La trasmissione avviene si per via orale, ma l'infezione si verifica con ripetuti contatti in condizioni igieniche malsane.

Negli ambiente casalinghi della nostre città, infatti, il numero degli infettati, che pure è molto alto, non è aumentato negli ultimi 10 anni anzi è in diminuzione, grazie al diffondersi delle terapie di eradicazione. Può invece rivelarsi una situazione a rischio, per la caduta del livello di igiene generale, vivere in promiscuità, comunità, ostelli, case di cura per anziani. E' in ogni caso importante sapere di essere positivi al batterio, per decidere di eradicarlo. Per conoscere la propria condizione rispetto all'Helicobacter ci si può sottoporre al test del respiro o delle feci, che danno risultati certi. In caso di positività, ci si può .sottoporre alla terapia di eradicazione (oggi esiste anche una nuova terapia antibiotica di 10 giorni, efficace anche contro i germi resistenti) e difficilmente il batterio "ritorna". L'eradicazione, secondo le linee guida europee, va fatta perché la presenza dell'Helicobacter Pylori provoca l'infiammazione dello stomaco, primo passo verso l'insorgenza di lesioni pre-cancerose. Il rischio di tumore è maggiore del 35% in chi non si cura rispetto a chi eradica l'infezione.

 

 

All' istituto tumori di Milano è entrata l'arte come supporto alla terapia oncologica, per far scoprire ai malati nuove possibilità per arrivare alla guarigione.

I pazienti possono scegliere fra scrittura creativa, musica, danza-movimento, pittura, teatro, decorazioni su vetro, cartonaggio, sedute di Hata Yoga e lezioni per l'uso del computer.

I risultati scientifici di questa esperienza saranno resi noti presto, ma i risultati pratici sono già ben visibili percorrendo la mostra di lavori che è stata inaugurata di recente nella struttura milanese di via Venezian: in 15 stan sono esposti quadri, servizi fotografici, racconti e altre opere dell'ingegno e della manualità, realizzati dai pazienti durante i ricoveri o negli intervalli delle dure. L'esposizione docimenta, anche con la proiezione di un video, l'impiego delle terapie artistiche nei progetti di cura del malato e di accompagnamento delle persone che lo assistono.

Avviato nel 2003, il laboratorio artistico dell'Istituto dei tumori, dopo una fase progettuale, è entrato ora nella fase di verifica della sua valenza psicologica e terapeutica.

«I risultati del nostro laboratorio artistico-terapeutico» dice il dottor Franco de Conno, responsabile dell'Hospice «fanno parte a pieno titolo dell'attività scientifica dell'Istituto».

«L'arte terapia, infatti, aggiunge de Conno - è parte integrante dei progetti di cura del pazïente e consente di migliorare la qualità della vita, la percezione della malattia, per rispondere al meglio all'iter di assistenza. L'applicazione nelle diverse attività aiuta a ottenere benefici nel controllo del dolore, nel recupero dell'autonomia fisica e nella elaborazione delle proprie paure, dei propri vissuti e delle proprie emozioni».

Oltre alle attività artistiche e alle terapie di manualità, si può anche partecipare a seminari che offrono l'opportunità di modifîcare la sensazione di dolore e la sofferenza attraverso danze in cerchio, lezioni di Qi Gong, di visualizzazione e creatività. Tutte le attività proposte sono a disposizione di malati, familiari, operatori sanitari e socio-assistenziali e volontari.

I corsi sono gratuiti (le iscrizioni vengono raccolte il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 10 alle 12, all'Unità di riabilitazione e cure palliative dell'Istituto, tel. 02.23903387). Dopo la partecipazione alle lezioni, il, malato può proseguire a casa, o continuare a frequentare il laboratorio. Per venire incontro alle esigenze dei malati, la Lega italiana tumori mette a disposizione un servizio di trasporto per chi ne avesse bisogno.

L'iniziativa è decollata grazie all'impegno del volontariato della Fondazione Floriani e della Lega tumori, che da decenni collaborano con l'Istituto oncologico di Milano nella cura e nell'assistenza domiciliare dei malati.

Edoardo Stucchi

 

Esami medici: quanto possiamo fidarci?

Una ricerca dimostra che la loro capacità diagnostica e predicativa è spesso sopravvalutata

Ecografie e test prenatali indagano su di noi prima ancora che veniamo al mondo. Poi, per il resto della vita, si susseguono analisi del sangue e delle urine, ecografie, radiografie: spesso per necessità, a volte per attenzione alla diagnosi precoce, altre per la tentazione di sottoporsi a un check-up. Ma quanto si può essere certi della capacità degli esami vecchi e nuovi, di distinguere chi è sano da chi è malato? Ha cercato la risposta uno studio condotto da epidemiologi dell'Academic Medical Center di Amsterdam. Gli esperti hanno passato al setaccio 31 revisioni che includevano a loro volta i risultati di 487 sperimentazioni, tutte mirate a verificare accuratezza e sensibilità diagnostica di procedure più o meno innovative, dal PAP test alla PET, dai test da sforzo cardiaci all'angiografia con risonanza magnetica.

Una sola tra tutte le ricerche analizzate è risultata senza difetti, nelle altre, la caccia agli errori, commessi nel "disegnare" o nel riferire lo studio, è stata fruttuosa. E' quasi sempre l'effetto finale è stata una sopravvalutazione dell'accuratezza del test diagnostico in questione. In pratica, gli sperimentatori, "innamorandosi" della loro tecnica, finiscono per attribuirle qualità che non ha, o che ha solo in parte.

Così, in realtà, i test darebbero indicazioni inoppugnabili nei pazienti "conclamati", mentre l'attendibilità in casi lievi sembrerebbe scricchiolare. Ma allora, gli esami diagnostici cui ci sottoponiamo con fiducia sono inutili? «I nostri risultati non sottintendono che i test diagnostici siano inefficaci», puntualizza Anne Rutjes, l'autrice della ricerca. «Ma se, ad esempio, un esame viene saggiato in pazienti diversi da quelli su cui poi verrà impiegato, l'attendibilità dei suoi risultati, cosi stimata, non avrà un valore indiscutibile nella pratica clinica».

«Dalla medicina vorremmo certezze, ma non è una scienza esatta», commenta Piero Cappelletti, presidente della Società italiana di Medicina di laboratorio. «In passato, però, era peggio, perché la valutazione dell'accuratezza diagnostica non era affidata alla raccolta sistematica di dati, ma all'esperienza dei singoli. Oggi abbiamo molte più informazioni ma, paradossalmente, meno certezze: conosciamo cioè i limiti dei test e sappiamo che nessuno può garantirci la sicurezza assoluta della diagnosi, ma una probabilità più o meno alta di essere nel giusto».

«Rispettare precisi criteri nel condurre le ricerche è indispensabile per sapere quando e come impiegare un esame: un processo lungo e complesso, ma necessario per arrivare a linee guida basate sulle evidenze», interviene Francesco Dalla Palma, presidente della Società italiana di Radiologia medica. «Attenzione però: i dubbi ci sono e ci saranno sempre: anche l'accuratezza diagnostica della mammografia per il tumore al seno, e quindi la validità dello screening, è dibattuta, nonostante tanti anni di esperienza e milioni di donne esaminate nel mondo».

Ciò che conta è usare gli esami quando serve davvero, ad esempio quando c'è spazio per un' intervento pratico, o si può realmente cambiare la storia clinica del paziente. «In tutti gli over-60 troveremmo probabilmente un focolaio di tumore alla prostata, se eseguissimo biopsie a tappeto. Ma che cosa faremmo, dopo?» si chiede Dalla Palma. «Anche test dall'accuratezza diagnostica totale, in altri termini, non ci metterebbero al riparo da un loro utilizzo improprio, o dall' esporci al rischi connessi all'eccesso di diagnosi».

Decidere della "bontà" di un test diagnostico non è affatto facile, non c'è dubbio. I ricercatori olandesi hanno individuato quindici punti critici che possono essere fonte di interpretazioni sbagliate, ma i fattori decisivi sono ancora di più. Ecco perché gli specialisti si stanno impegnando a stabilire regole precise per gli studi che intendano valutare l'accuratezza di esami diagnostici: un primo accordo su questo fronte è stato raggiunto con l'iniziativa STARD (Standards for Reporting Diagnostic Accuracy), siglata da un gruppo di epidemiologi e biostatistici, che consiste in una serie di venticinque parametri da soddisfare per essere ragionevolmente certi di ottenere indicazioni attendibili sulle capacità diagnostiche dei test sotto esame. La "checklist" (consultabile al sito www.consort-statement.org/stardstatement.htm) è un mezzo importante per guidare i medici.

«È vero, gli studi per valutare l'accuratezza dei spesso difetti», ammette Cappelletti. «Un elemento cruciale è ad esempio la selezione dei pazienti su cui si mette alla prova. l'esame: se sono persone sane a confronto con malati gravi sarà assai probabile che il test riesca a distinguere le due condizioni e l'accuratezza diagnostica finirà per essere inevitabilmente sovrastimata». Altro elemento determinante il confronto con un gold standard, ovvero il test che per ogni situazione è considerato di riferimento. «Purtroppo capita che lo standard stesso non sia affatto gold», continua l'esperto. «A volte per la scarsa sensibilità, spesso perché è di riferimento oggi, ma non lo sarà più con l'avanzamento delle conoscenze».

Elena Meli

 

 

Non basta tagliare le calorie per ottenere risultati soddisfacenti:  Occorre depurarsi

Puliti dentro, Sani fuori

Nel corso del tempo l'organismo accumula tossine. Perché cibi zeppi di residui dell'industria alimentare mettono a dura prova fegato e reni, gli organi deputati allo smaltimento dei "rifluti"

Il nostro corpo, proprio come una casa, ha bisogno ogni tanto di pulizie straordinarie. Le scorie prodotte dal metabolismo vanno smaltite. Da dove iniziare? Dall'aqua. introdurre ogni giorno da due a due litri e mezzo di acqua nell'organismo aiuta a mantenere regolare l'evacuazione intestinale, idrata tutti i tessuti, mantiene in salute i reni. La stagione calda dovrebbe favorire l'assunzione regolare di acqua, ma se non si è abituati a bere si può ottenere Io stesso risultato preparando tisane, decotti, mangiando tanta frutta e verdura fresche.

ALLA FONTE DELLA SALUTE

Non può essere classificata tra gli alimenti, ma l'acqua svolge un ruolo fondamentale in tanti processi chimici dell'organismo di cui è composto per ben il 70 per cento. L'acqua, contenuta nella parte liquida del sangue, trasporta le sostanze nutritive a tutte le cellule. E' indispensabile quando fa molto caldo per il mantenimento della temperatura del corpo: infatti, quando il termometro supera la soglia di attenzione, l'acqua contenuta nel corpo evapora tramite il sudore e raffredda l'epidermide. Inoltre stimola la diuresi e previene la stipsi, un disturbo frequentissimo oggi per via della vita troppo sedentaria che si conduce. Ma quale acqua dobbiamo bere? Va bene quella del rubinetto oppure dobbiamo rivolgerci alle minerali? L'acqua del rubinetto è sicura, dicono gli esperti, in quanto soggetta a controlli rigorosi, ma può non piacere per il sapore. L'alternativa è offerta dall'acqua in bottiglia.

QUALE MINERALE SCEGLIERE

Oggi gli italiani spendono moltissimo per l'acqua minerale: ne consumano 190 litri a testa ogni anno. Per legge si tratta di acque che devono offrire una marcia in più rispetto a quella del rubinetto, cioè devono sgorgare da sorgenti, essere pure e contribuire alla salute e al benessere del consumatore. Ma non tutte le bottiglie sono uguali: alcune contengono pochissimi minerali, altre al contrario sono supermineralizzate. Come orientarsi? I nutrizionisti consigliano per l'alimentazione quotidiana un'acqua oligominerale, cioè non troppo ricca di minerali. Va bene ai pasti e tutte le volte che si ha sete. Se si pratica un'attività sportiva occorre reintrodurre nell'organismo la quota di liquidi persa durante lo sforzo fisico, di conseguenza è meglio bere un po' di più del solito. Per un'azione depurativa più efficace ecco un suggerimento utile: bere al mattino, un bicchiere di acqua tiepida addizionata con succo di limone a piccoli sorsi. E' davvero un toccasana.

Perchè non un'acqua dinamizzata ?   (il corsivo è mio)

LOTTA AL CALDO CON FRUTTA E VERDURA

Chi non sa che fa bene mangiare tanta frutta e verdura alzi la mano. Ammettiamolo, ormai non ci sono scuse: l'informazione è arrivata a tutti, bambini compresi. Ma spesso il consiglio resta nella sfera delle buone intenzioni e si finisce col "pasticciare" con prodotti già pronti e più appetibili. La bella stagione ci offre l'occasione d'oro per rimediare a dimenticanze e trascuratezze dei mesi invernali. Le vacanze ci regalano più tempo, il caldo fà il resto, spingendoci a consumare pasti leggeri e, al posto di spuntini ipercalorici e ricchi di grassi, non pesa addentare un frutto maturo a mangiare una bella fetta di anguria. E la natura ci viene incontra producendo frutta e verdura nate per soddisfare le esigenze dell'organismo in questa fase dell'anno. 1 raggi del sole sono più intensi e nocivi per la pelle: approfittiamo delle vitamine contenute negli ortaggi e nella frutta di colore giallo-arancione, come carote, pomodori, albicocche, peperoni. Ma non dimentichiamo di acquistare la lattughina fresca, le zucchine col fiore, il radicchio, l'indivia, i peperoni di tutte le misure e colore. Sono alimenti poverissimi di calorie, ma ricchi di vitamine e minerali. I più importanti sono l'acido folico (del gruppo B), utile per proteggere il colore dei capelli oltre a intervenire nella formazione dei globuli rossi, il calcio, il fosforo, il potassio, ferro, la vitamina E, il più potente antiossidante esistente in natura.

 

Molti cibi consentono di risparmiare grassi e calorie. A tutto vantaggio della linea

Piatti magri e digeribili

Chi l'ha detto che per non ingrassare bisogna rinunciare ai piaceri della tavola, Concedendosi porzioni microscopiche dei cibi prediletti e abbandonarsi a vita allo yourtino bianco? Esistono tanti alimenti magri naturalmente,nel senso che sono poco calorici, ma gustosi e saporiti. Che non hanno nulla da invidiare ai più prelibati manicaretti. E' vero che le papille gustative sono molto sensibili ai grassi (da questo deriva la predilezione della maggioranza di persone per gli alimenti molto calorici), ma le si può educare a tanti altri sapori, senza rinunciare al piacere di mettersi  tavola. Prendiamo per esempio i frutti di mare: di solito si mangiano di tanto in tanto, più spesso d'estate, meno in inverno. In realtà dovrebbero essere un piatto più gettonato, grazie a caratteristiche favorevoli a una dieta sana ed equilibrata. Il contenuto di grassi è praticamente inesistente: meno dell'1 per cento. Per contro possiedono una giusta quantità di proteine (10-15%), più o meno quello che dovrebbe corrispondere all'apporto giornaliero. Alto il contenuto di minerali, sodio, potassio, fosforo, calcio, ferro, iodio e zinco: costano poco, sono gustosi e facili da cucinare.

La parola dieta fa ormai paura. Troppi tentativi finiscono in un fallimento, con la ripresa di tutti i chili perduti. Questo si traduce in rabbia e frustrazione. Proviamo a cambiare sistema. Mangiando alimenti "leggeri"

 MAGRING  evita la dieta e ottiene lo scopo senza difficoltà e frustrazione (il corsivo è mio)

LE SCELTE LEGGERE

Il riso, nei paesi asiatici è il piatto principe dell'alimentazione. Da noi come grado di preferenza non può certo competere con la pasta. Ma le sempre più frequenti contaminazioni di abitudini e gusti tra i popoli stanno aprendo la strada a questo cereale, che oggi vive il suo momento d'oro. Un bene, perché il riso possiede tante caratteristiche che lo rendono un'ottima scelta. Non perché sia meno calorico della pasta (si attestano entrambi sulle 350 calorie per etto), ma per altre virtù. E', infatti, uno degli alimenti più digeribili, grazie ai suoi zuccheri, costituiti di amidi di dimensioni più piccole rispetto a quelle di tutti gli altri cereali e per questo motivo più facilmente attaccabili dai succhi gastrici dell'intestino. Non a caso è consigliato a chi soffre di colon irritabile e disturbi intestinali. Inoltre ha la proprietà di riequilibrare le funzioni del fegato, favorendo così la depurazione di tutto l'organismo.

UN CONCENTRATO DI NUTRIENTI

Chi l'avrebbe mai detto? Un primo a base di riso ha benefici effetti anche sul sistema nervoso: tiene alla larga disturbi come l'ansia, la depressione, l'insonnia. Il merito va al triptofano, un aminoacido utilizzato per la sintesi di alcuni neurotrasmettitori ed enzimi utili per la stabilità dell'umore. Ma è anche una fonte di vitamine del gruppo B (BI, B2, 86), fondamentali per la crescita e il corretto sviluppo di tütte le cellule. Contiene sali minerali in quantità, come calcio, ferro, fosforo, potassio, sodio, zolfo, manganese, iodio, zinco, fluoro. Infine, a differenza della pasta, bastano 50 grammi per saziarsi.

Ottimo sotto il profilo nutrizionale l'abbinamento riso parmigiano. Quest' ultimo, spesso bandito dalla tavola insieme a tutti i formaggi da chi ha qualche chilo di troppo, ha i titoli per rientrare nella ristretta schiera degli alimenti più ricchi di elementi nutritivi. Infatti, l'eliminazione dell'acqua durante la fase di caseificazione e successivamente durante la stagionatura, porta alla concentrazione delle preziose sostanze contenute nel latte. E ne basta davvero un pezzetto per fare il pieno di proteine, calcio e aminoacidi liberi che aumentano la sua digeribilità.

 

 

Magring

dimagrire mangiando

   Insonnia