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Questo è un disturbo dell'orecchio a volte dovuto all'eccesso di acidità che invade tutto il corpo e, raggiungendo l'apparato auditivo,   provoca la labirintite.

E' comunque l'infiammazione del labirinto o anche dell'orecchio medio, dovuta, a volte, anche all'azione di batteri che si diffondono attraverso il sangue, il sistema nervoso o per contiguità da una otite.

Nella forma cronica la sintomatologia è rappresentata da vertigini, riduzione o perdita dell'udito.

La medicina ortodossa  la cura con antibiotici e antinfiammatori. Desidero riportare qui di seguito senza nessun commento quanto scritto nel sito www.otorinolaringoiatria.org :

LABIRINTITE - considerazioni cliniche

Il termine "labirintite" nella medicina pratica è molto inflazionato e viene erroneamente utilzzato per "dare un nome" ad almeno venti tipi di malattie del labirinto vestibolare accumunate dalla esistenza di un danno più o meno grave del labirinto e dalla presenza del sintomo "vertigine".

Il termine "labirintite" è quindi da utilizzare solamente per definire una malattia dell'orecchio interno in cui esiste un processo infiammatorio acuto del labirinto vestibolare. La patologia può manifestarsi nel corso di malattie infettive (parotite epidemica in particolare) per trasmissione del virus verosimilmente per via ematica oppure può costituire la complicanza di un'otite batterica acuta o cronica (labirintite otogena). Fra le otiti croniche ne sono maggiormente responsabili le forme colesteatomatose..

Nella labirintite il paziente accusa una tipica sindrome vertiginosa rotatoria della durata di alcuni giorni associata a perdita di udito totale da un solo lato (anacusia). Il deficit acustico ha carattere irreversibile mentre la sintomatologia vertiginosa, quando il processo giunge a guarigione, si attenua progressivamente per l'instaurarsi di fenomeni di compenso centrale (da parte del cervello).


La terapia è essenzialmente chirurgica e deve sempre essere associata a massiva somministrazione di antibiotici. Il tipo di intervento chirurgico, che può andare, secondo i casi, dalla semplice paracentesi timpanica, sino all'apertura del labirinto con svuotamento tìmpano-petro-mastoideo, sarà suggerito dall'attenta valutazione dei dati anamnestici, clinici e radiografici (Rossi e coll.).

Una  delle labirintiti si può ascrivere alla sindrome di Menière che è una patologia che colpisce l'orecchio interno (labirintopatia), con aumento abnorme di volume e pressione dell'endolinfa (il liquido dell'orecchio interno), definito idrope endolinfatico. È caratterizzata da sintomi come acufeni, ipoacusia e sensazione di "ovattamento", seguiti da vertigini, con crisi che possono durare da pochi minuti a diverse ore, accompagnate da disturbi neurovegetativi, come nausea, vomito, sudorazione intensa. La sintomatologia può anche presentarsi solo a carico dell'apparato uditivo. La malattia ha un andamento alterno, con fasi acute e fasi di remissione, ma si aggrava sempre con il passare del tempo. Nella maggior parte dei casi si presenta in soggetti adulti, di età compresa fra i 20 e i 60 anni; generalmente colpisce un solo orecchio, ma in un quarto dei casi circa si estende anche all'altro.
Circa l'origine e l'eziopatogenesi di questa malattia si sa molto poco; la situazione è complicata dal fatto che con il termine sindrome di Menière si indicano spesso diverse patologie dell'orecchio interno. Da questo punto di vista, è difficile che una singola terapia possa risultare efficace in tutti i casi. Quando la malattia raggiunge la sua forma conclamata, la diagnosi è relativamente semplice sulla base del quadro sintomatico, mentre è molto più difficile nelle sue fasi iniziali. Per identificare l'idrope linfatico invece è necessario ricorrere a indagini strumentali particolari, nel caso in cui non vi siano crisi di vertigini o comunque il paziente presenti sintomi diversi dalle forme tipiche.

La difficoltà nell'individuare le cause precise della patologia ostacola la definizione di un intervento terapeutico standard. Nei casi di trattamento della riacutizzazione si utilizzano con una certa efficacia farmaci antivertiginosi (benzodiazepine), antistaminici, fenotiazinici, diuretici e sostanze ad azione osmotica (mannitolo, glicerolo). Questi farmaci non sono comunque in grado di arrestare il graduale peggioramento della patologia. Nei periodi fra le fasi critiche si utilizzano cortisonici, vasoattivi periferici, antiaggreganti piastrinici. In casi estremi si ricorre alla terapia chirurgica sul sacco endolinfatico, con l'obiettivo di decomprimerlo o di consentire il drenaggio dell'endolinfa in eccesso. Vi sono poi tecniche demolitive che, se risolvono la sintomatologia, tuttavia provocano danni permanenti all'udito.

Questo è quanto scrive la medicina classica. Io credo che questa patologia possa essere curata con successo con una cura alimentare.

 

La cura "alimentare" ha successo perchè alcune labirintiti dipendono da un tipo di acidità anomala che attraverso le trombe di Eustacchio arriva fino all'orecchio. Di questo fenomeno è indicativa una "bocca amara", ed in questo caso è bene eliminare ogni forma di acidità, in modo da riportare in salute tutti i tessuti interessati

 

Perchè i trattamenti  alimentari?

(Credo di poter dire, data la mia lunga esperienza, si essermi specializzato nelle reazioni alimentari che  provocano  alcuni tipi di labirintite  e di conseguenza curarla con gli alimenti che evitano queste reazioni dannose.)

Le vertigini  derivano da una patologia dei canali semicircolari che fanno parte dell'orecchio interno.

Gli sbandamenti  possono anche essere dovuti al fatto che l'arteria vertebrale, stretta fra le prime vertebre cervicali, provoca un afflusso irregolare di sangue al cervelletto. In questo caso la Pranoterapia è quella che serve.-    Le mani vengono poste sulle vertebre cervicali,  il calore pervade la parte e gli effetti sono subito evidenti già al termine  della prima applicazione.

In molti casi l'irritazione è dovuta a una insofferenza per alcuni cibi che arrivano ad irritare l'orecchio medio, e, se assumendo gli antinfiammatori non si ha un miglioramento, questo significa che si continuano ad ingerire cibi che danno ancora questa irritazione.

In alcuni rari casi,  la labirintite è dovuta ad eccesso di igiene, in questo caso la patologia diminuisce velocemente e si può ottenere la guarigione completa nel tempo massimo di un mese.

Causa della Labirintite potrebbe anche essere una Gastrite, perchè i gas acidi, provenienti dallo stomaco, possono risalire l'esofago, la bocca (spesso in questo caso si ha un cattivo sapore in bocca) ed attraverso le trombe di Euscacchio raggiungere  l'Orecchio medio, irritarlo e dare quelle manifestazioni di cattivo equilibrio.

Questa è solo una piccola spiegazione delle cause che possono dare  una pseudolabirintite, una sembianza di labirintite o una vera labirintite.

In ogni caso  va controllata e il paziente deve guarire, anche perchè la perdita di equilibrio può essere improvvisa e portare a spiacevoli momenti in cui si perde il controllo del corpo.

Per inciso credo sia utile, per meglio comprendere questo sito, leggere la descrizione della malattia in generale.

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