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        Il termine obesità deriva dal latino ob (su, oltre) ed edo (mangio), e questa etimologia è già di per sé eloquente a chiarire la natura di gran parte dei casi di eccesso del peso corporeo: un eccessivo apporto alimentare (rispetto al proprio fabbisogno), che si traduce in un bilancio energetico "positivo". (Il bilancio energetico "negativo" si ha quando le calorie introdotte sono inferiori al fabbisogno, come, ad es.  negli stati febbrili, nell'iponutrizione, nell'anoressia nervosa: in tal caso si stabilirà una MAGREZZA.)

        Si parla di  obesità  quando l'eccesso ponderale supera nell'uomo il 20% del peso ideale rispetto all'altezza, e nella donna il 28%. 

        Utilizzando le formule di calcolo del peso ideale e confrontandole con altri parametri quali l'indice di massa adiposa (peso corporeo in kg diviso altezza in cm, ed elevato al quadrato) e il peso corporeo relativo (peso corporeo x100 diviso il peso ideale), è possibile determinare il grado di obesità, di quanto, cioè, il peso del soggetto sia deviante rispetto ai valori convenzionali di normalità: si può così distinguere un'obesità lieve o soprappeso (10% oltre la norma), moderata (oltre il 20%) ed esagerata (oltre il 30%), quest'ultima è detta anche "comica", e, quando molto marcata, "catastrofica".

        Per il bambino si parla di obesità quando il suo peso supera del 25% i valori normali qui riportati:

Pesi Normali per il Bambino

anni

Kgr.

anni

Kgr.

1

10

7

26

2

13

8

30

3 15 9 33
4 17 10 35

5

20 11 40

6

23 12 45

 

        È importante evitare che il bambino superi di molto il suo peso ideale perché nell'infanzia l'adiposità è dovuta ad aumento del numero delle cellule adipose (adipociti).   

        Nell'adulto, invece, i1 grasso si deposita nelle cellule adipose già esistenti. Pertanto, mentre nell'adulto è più facile far sì che il grasso in eccesso venga perduto dalle cellule adipose (e che quindi il soggetto perda peso), il bambino conserverà anche negli anni futuri un numero eccessivo di cellule adipose, che è praticamente impossibile distruggere: di conseguenza, sarà difficile combattere la sua obesità.

        La "tipologia" dell'obeso è varia. Vi sono coloro che ingrassano pur introducendo una quota di calorie adeguata al proprio fabbisogno (normafagici): in essi possono intervenire altri fattori al di fuori dell'alimentazione, come la scarsa attività fisica o alcune malattie (ad es. diabete mellito, ipotiroidismo, alterazioni ipofisarie, ipogonadismo, ovaio policistico, malattia di Cushing). Ma certamente alla base dell'obesità esiste una predisposizione genetica.

        Accanto a questi individui vi sono gli "iperfagici", cioè i grandi mangiatori, i buongustai, i sempre pronti a metter mano alla forchetta. Oltre ancora si trovano i soggetti affetti da "bulimia", cioè da incoercibile voglia di mangiare, che riflette soprattutto motivazioni d'ordine psicologico o neurotico. D'altronde, anche in condizioni normali gli stimoli psichici hanno la loro grande influenza sul mangiare. Non sono poche le persone che dichiarano che i "dispiaceri le fanno ingrassare".

        In realtà, le intense emozioni, bloccando la respirazione cutanea e diminuendo la produzione di urina, favoriscono l'accumulo di acqua. È chiaro poi che questi momenti comportano stati d'ansia. che il soggetto cerca di annullare gratificandosi con il mangiare.

Alimenti ad elevato contenuto calorico

Calorie per 100 gr. di peso

Calorie per 100 gr. di peso

Olio vegetale 885 Formaggio 400
Strutto 890 Zucchero 400
Margarina 730 Pasticceria 380
Burro 730 Oca 360
Maionese 730 Pasta 355
Lardo salato 650 Formaggio grasso 350
Noci, Mandorle 600 Salcicce di fegato 330
Salcicce fresche 530 Farina e semola 320
Cioccolato al latte 530 Miele 320
Prosciutto crudo 500    

        Né va dimenticata l'influenza che, a sua volta, l'eccesso di peso esplica sull'equilibrio psichico e sul tono dell'umore: sono poche le condizioni somatiche che producono tanta infelicità, tanta depressione e tanta insoddisfazione come l'eccessiva corpulenza. E questo anche se la persona grassa cerca di dissimulare il proprio turbamento psichico. Agli occhi degli altri appare ottimista gioviale e spensierata, mentre in realtà è debole, insicura e nello stesso tempo aggressiva.

        Mentre nei "grandi obesi" si parla di obesità "generale" con distribuzione pressoché uniforme del grasso in tutto il corpo, le forme più comuni di obesità sono quella maschile con prevalente distribuzione del grasso nella metà superiore del corpo, e quella femminile con prevalente distribuzione nella metà inferiore, o addirittura solo nelle gambe.

        L'eccesso di peso corporeo, pur comportando sovente al soggetto problemi psicologici, sottende tuttavia pericoli ben più gravi: predispone infatti alle cardiopatie, all'arteriosclerosi, all'ipertensione arteriosa, alle malattie articolari. Negli obesi prevalgono inoltre il  cancro del colon, del retto e della prostata, oppure della mammella e del collo uterino: l'eccessivo apporto di calorie comporta difatti anche alterazioni di alcune componenti del sangue, specie del colesterolo, dei trigliceridi, del glucosio, dell'acido urico.

        L'obesità va in primo luogo prevenuta, attenendosi alle regole generali indicate nella voce Alimentazione e assicurando all'organismo una adeguata  attività fisica.

        Per  quanto riguarda il trattamento, se l'obesità è dovuta o favorita da una malattia ben precisa, esso va per prima cosa diretto contro di essa.

        Per le forme invece legate ad una non corretta alimentazione, se si vuole promuovere la perdita di grasso occorre che l'apporto di calorie sia per un certo tempo inferiore al fabbisogno energetico del soggetto: occorre cioè stabilire un "bilancio energetico negativo". È compito del nutrizionista prescrivere una dieta ipocalorica tenendo ben presenti fattori come l'età, il sesso il tipo di lavoro; questa dieta sarà - oltre che consona al singolo caso - equilibrata dal punto di vista qualitativo: dovrà cioè contenere nelle giuste proporzioni (v. ALIMENTAZIONE) i tre principi fondamentali (proteine, carboidrati e grassi), oltre ad un adeguato contenuto in vitamine e minerali.

        Per quanto riguarda le diete dimagranti, occorre affidarsi esclusivamente al medico nutrizionista, diffidando delle diete proposte dalle riviste alla moda e dagli "imbonitori" che promettono dimagrimenti in pochi giorni, decisamente pericolosi per la salute.

        La prima norma per una dieta razionale (stabilita dal medico) è che sia "personalizzata".  Lo stesso vale per l'assunzione di farmaci "anoressizzanti", i quali - oltre che risultati momentanei e passeggeri - possono provocare danni talora anche gravi alla salute. Si tenga infine presente che qualsiasi trattamento per l'obesità, anche il più razionale e scientifïcamente organizzato, è destinato a fallire o a dare risultati poco soddisfacenti se non è accompagnato da una adeguata attività fisica.

Questo è quanto dice un dizionario medico, che ho copiato senza commento!!!

 

Il trattamento con la chimica degli alimenti e con i cibi  per curare l'obesità è specifico "ad personam" e appunto per questo si ottengono ottimi risultati; inoltre esistono prodotti alchemici e delle tinture madri Spagiriche che non hanno controindicazioni (in genere sono estratti di frutti, che aiutano moltissimo.

Ho trovato in Internet qualcosa di molto interessante, come spiegazione, che inserisco senza commento:

L'OBESITA' E LA DIETA

L 'obesità è una malattia metabolica, già diffusa nell'antico Egitto, come dimostra la presenza di obesità tra le mummie.

Negli Stati Uniti il  33 % della popolazione presenta un aumento del peso del 20 % o più, gli uomini obesi sarebbero 26 milioni, le donne obese 32 milioni, stime recenti attribuiscono 280.000 morti l'anno negli Stati Uniti dovute alla superalimentazione.

In questi ultimi anni si è osservato un aumento del numero di obesi e l'obesità è diventata un fattore di rischio sempre più grave.

La diffusione dell'obesità è imputabile alla pletora di cibi raffinati con alto potere calorico, che provocano una scarsa sensazione di sazietà per la mancanza di fibre ed alla mancanza di attività fisica.

 L' obesità favorisce  lo sviluppo del diabete 2°, dell' ipertensione, del cancro,dell'arteriosclerosi , delle cardiopatie, delle artrosi e provoca una riduzione della durata della vita.

 L'OBESITA'  E' DOVUTA ALL' ECCESSO DI GRASSO CORPOREO.

L' OBESITA' E ' PROVOCATA DA SQUILIBRIO TRA L' APPORTO ENERGETICO IN ECCESSO E IL CONSUMO ENERGETICO IN DIFETTO, QUESTO FAVORISCE L' ACCUMULO DI GRASSO CORPOREO.

UNA AUMENTATA INTRODUZIONE DI 72.000 CALORIE SI TRADUCE IN UN AUMENTO DI 10 KG di PESO CORPOREO.

PER PERDERE PESO BISOGNA COMUNQUE INDURRE UN DEFICIT CALORICO O CON UN DIMINUITO INTROITO DI CALORIE O CON UN AUMENTATO CONSUMO DI CALORIE  O CON UNA COMBINAZIONE DELLE 2 COSE .

 

OBESITA' E RESISTENZA ALL'INSULINA :

 

L'OBESITA' E LA RESISTENZA ALL'INSULINA HANNO RAGGIUNTO PROPORZIONI EPIDEMICHE,E' NECESSARIO COMPRENDERE IL LEGAME TRA QUESTE DUE CONDIZIONI PER CERCARE DI METTERVI RIMEDIO .

L' INSULINA  occupa un ruolo centrale nella regolazione del metabolismo dei carboidrati e dei grassi, alte concentrazioni di insulina bloccano la combustione dei grassi (lipolisi) e favoriscono la formazione dei grassi a partire dai carboidrati , che non sono stati utilizzati dall'organismo.

 Quando il tasso di insulina è basso cessa la sintesi di grassi e il consumo dei grassi di riserva  si accentua.

L'insulina  possiede inoltre una forte azione sodioritentiva con conseguente   ritenzione idrica, favorendo in questo modo l'aumento del peso e della pressione arteriosa .

L' OBESITA' E' ATTUALMENTE CONSIDERATA UNO STATO DI RESISTENZA ALL'INSULINA E L'IPERINSULINEMIA VIENE CONSIDERATA IL RISULTATO DELL'OBESITA', SPECIALMENTE  DELL'OBESITA' ADDOMINALE .

L'INSULINO RESISTENZA ,DETERMINATA DALL'ECCESSO DI CARBOIDRATI  ALIMENTARI  E DALLA VITA SEDENTARIA   RIDUCE IL NUMERO DEI RECETTORI DELL'INSULINA  PER OGNI CELLULA DA 20.000 DI  UN SOGGETTO SANO A  CIRCA A 5.000 DI UN SOGGETTO OBESO, COME CONSEGUENZA SI INSTAURA L'IPERINSULINEMIA NEL SANGUE E UNA ACCELERATA TRASFORMAZIONE DEL GLUCOSIO IN GRASSI .

PER DIMAGRIRE E' PERTANTO INDISPENSABILE  ELIMINARE I CIBI CON ALTA CONCENTRAZIONE DI ZUCCHERI, DI CALORIE   A RAPIDO ASSORBIMENTO ,  CHE PROVOCANO AUMENTO DELLA GLICEMIA E LA CONSEGUENTE   SINTESI DI INSULINA .( ESEMPIO ALIMENTI RICCHI DI  FARINE ULTRARAFFINATE  , O PATATE  O ZUCCHERO  O MIELE O BEVANDE ZUCCHERATE , TUTTI ALIMENTI ,POVERI DI  FIBRE E CON INDICE GLICEMICO MOLTO ELEVATO  .

E' INVECE UTILE MANGIARE CIBI MOLTO VOLUMINOSI, RICCHI DI FIBRE, MA CON SCARSO CONTENUTO DI CARBOIDRATI , DI CALORIE E CON INDICE GLICEMICO BASSO (TIPO VERDURE CRUDE ).

ALIMENTAZIONE NEL PALEOLITICO:

COME BEN SANNO TUTTI GLI ALLEVATORI DI MAIALI, DI   OCHE  E DI BESTIAME ,LA ALIMENTAZIONE  CON   CEREALI  E LA LIMITAZIONE DEI  MOVIMENTI, TRASFORMANO TUTTI GLI  ESSERI VIVENTI  IN CREATORI E TRASPORTATORI DI GRASSO,

 L' OBESITA' E LE SUE COMPLICAZIONI ( DIABETE 2, IPERTENSIONE, ECC) HANNO AVUTO  INIZIO   CON L'AGRICOLTURA E  CON L'INTRODUZIONE DEI CEREALI NELL'ALIMENTAZIONE UMANA ,CIRCA 10.000 ANNI FA, QUANDO GLI UOMINI  COMINCIANDO  AD ALLEVARE BESTIAME E     A  COLTIVARE  I CAMPI   ,LASCIARONO LA DIETA DEL PALEOLITICO E SOSTITUIRONO UNA DIETA POVERA DI CARBOIDRATI E DI  CALORIE CON  UNA DIETA  RICCA DI CALORIE DI GRASSI ANIMALI E DI CARBOIDRATI, ASSOCIATA AD UN DRAMMATICO CALO DEL CONSUMO CALORICO .

IN UN AMBIENTE  NATURALE  L'INDIVIDUO  OBESO DI QUALSIASI SPECIE NON POTREBBE COMPETERE E SAREBBE SUBITO ELIMINATO DAI PREDATORI .

LA DIETA DEL PALEOLITICO HA ACCOMPAGNATO GLI UOMINI PER  7.000.000 DI ANNI E HA FATTO SUPERARE LORO  INFINITE DIFFICOLTA' DI OGNI GENERE.

OSSERVANDO LA STORIA DELL'UMANITA' SI PUO' AFFERMARE CHE 100.000 GENERAZIONI DI UOMINI SONO STATE DI CACCIATORI E RACCOGLITORI, 500 SONO STATE DI AGRICOLTORI, 10 GENERAZIONI SONO VISSUTE NELL'ERA INDUSTRIALE E SOLO LE ULTIME  2 CONVIVONO CON ALIMENTI TERRIBILMENTE  RAFFINATI, UNTI, SALATI E RICCHI DI CANCEROGENI  .

METABOLISMO DEI GRASSI:

 I grassi introdotti con gli alimenti o sintetizzati nel fegato dagli zuccheri in eccesso, essendo insolubili nel sangue vengono trasportati sotto forma di trigliceridi dalle VLDL, (lipoproteine a bassissima densità ), prodotte nel fegato .

I trigliceridi arrivati in periferia vengono scissi dalla lipasi lipoproteica dell'endotelio arterioso a glicerolo e acidi grassi liberi ,questi ultimi entrano nelle cellule adipose, sono ritrasformati in trigliceridi e sotto questa forma si accumulano, dentro le cellule.

 Quando il bilancio energetico diventa negativo ( durante il periodo di una dieta a basse calorie ) i trigliceridi depositati nelle cellule vengono liberati dalle cellule adipose sotto forma di glicerolo e acidi grassi liberi e così vengono utilizzati .

NEGLI ANIMALI CHE VANNO IN LETARGO CESSANDO L'INTRODUZIONE DI CARBOIDRATI, TERMINA LA SECREZIONE DI INSULINA E PER SOPRAVVIVERE ,GLI ORGANISMI SONO COSTRETTI AD UTILIZZARE I GRASSI DI RISERVA E SI ASSISTE AD UN FORTE CALO DI PESO .

 QUESTO DIMOSTRA LA GRANDE 'IMPORTANZA DEL RUOLO DEI CARBOIDRATI E DELL'INSULINA SIA PER ACCUMULARE I  GRASSI SIA PER CONSUMARLI.

Le cause più frequenti dell'obesita' sono la tendenza genetica che incide fino al 33 %, un eccessivo apporto alimentare di calorie, una insufficiente attività fisica, l' abbandono del fumo, i contraccettivi orali e i farmaci che influiscono sul metabolismo ( fenotiazinici , cortico steroidi ,antistaminici, etc), i fattori ormonali .

L' influenza genetica è stata studiata nei topi , in cui è stato individuato un gene ob , la cui mutazione induce aumento massivo del peso .

Questo gene codifica una proteina la LEPTINA, la leptina viene prodotta nelle cellule adipose e esplica una azione regolatrice del peso corporeo .

Essa agisce come un segnale tra il tessuto adiposo e l' area del cervello che controlla il metabolismo energetico .

Secondo Muzzin e coll. il trattamento di ratti deficienti in leptina con leptina provoca diminuzione dell'appetito e riduzione del peso , inoltre si ottiene normalizzazione del tasso insulinico e della tolleranza al glucosio .

Secondo Gainsford e coll. la leptina è una citochina, che secreta nel tessuto adiposo arriva al cervello e in altri tessuti provocando perdita di peso e calo dell'appetito .

I fattori   ormonali  più   importanti  che influenzano l' obesità  sono l' ipercorticosurrenalismo e l' iperinsulinismo .

Oggi per studiare l' obesità si usa l'indice di BODY-MASS ,questo indice si ottiene dividendo il peso in kg per il quadrato dell' altezza del soggetto in esame .

Indice normale = 20-25 kg per metro quadro di superficie corporea Soprappeso = 25-30 kg Obesità = >30 kg Obesità grave => 40 kg

Un altro sistema per stabilire la gravità dell'obesità è quello della misurazione delle pliche sottocutanee ,( il grasso sottocutaneo rappresenta il 50% del grasso corporeo).

In un adulto normale nell' area del tricipite( la parte posteriore del braccio ) lo spessore cutaneo è pari a 23 mm nell'uomo e a 30 mm nella donna .

 Altre pliche da misurare sono quelle del bicipite ,della zona sottoscapolare , della zona sovrailiaca .

L' analisi dell' impedenza bioelettrica (BIA ) è un mezzo facile da usare nella pratica ambulatoriale. L'impendenza viene misurata facendo passare la corrente attraverso il corpo tramite elettrodi , la resistenza è inversamente proporzionale all' acqua totale del corpo , la massa magra e il grasso corporeo sono dedotti dall'acqua totale .

 

LE COMPLICAZIONI DELL' OBESITA'

OBESITA' E MORTALITA'.

Uomini con un aumento del 20% in più del peso presentano una mortalità del 20% in più per ogni causa , un aumento del 25 % in più per mortalità coronarica, un aumento del 10 % di mortalità per ictus , un rischio di diabete del doppio , e il 40 % in più il rischio di colecistite calcolosa .

Uomini con il 40 % in più del peso forma presentano un aumento del 55 % di mortalità per ogni causa ,il 70 % in più del rischio di coronaropatia , il 75 % in più del rischio di ictus e il 400% di aumento di mortalità per diabete .

Uomini con il 60% in più del peso forma ,( aumento di oltre 45 kg ) presentano il raddoppio di mortalità per ogni causa .

OBESITA' E IPERTENSIONE.

 Uomini di 20 -45 anni con aumento del peso ottimale presentano rischio di ipertensione sino a 6 volte .

OBESITA' E DIABETE.

 Anche un aumento modesto del grasso addominale e del peso possono aumentare sino a 10 volte il rischio di diabete 2° .

Le membrane cellulari ricche di grassi saturi  presentano riduzione dei recettori dell'insulina  con conseguente aumento della sintesi   di insulina da parte del pancreas  e  provocando alla fine   resistenza all'insulina .

 Oggi si ritiene:

 1) che la resistenza all'insulina sia molto diffusa,

 2) che l'aumento dei grassi saturi o dei grassi idrogenati delle membrane cellulari  ne sia responsabile 

 3) che il 25 % della popolazione della popolazione ne sia affetta .

L'aumentata resistenza all'insulina provoca per un certo periodo di tempo un aumento compensatorio del tasso di 'insulina per azione ipersecretoria delle cellule betapancreatiche, quando dopo alcuni  anni l'insulina diventa inefficace si perviene al diabete tipo 2 .

 La vita sedentaria diminuendo il fabbisogno di glucosio contribuisce a determinare riduzione dei recettori di membrana per l'insulina .

OBESITA' E CUORE.

L'OBESITA' DETERMINANDO  AUMENTO DEL LAVORO CARDIACO E  DELLE RESISTENZE PERIFERICHE PROVOCA IPERTROFIA DEL VENTRICOLO SINISTRO E IN UNA SECONDA FASE IPERTROFIA DI  TUTTO IL CUORE.

L'OBESITA' SI ASSOCIA ALLA SINDROME X O SINDROME METABOLICA , UNA SINDROME ESTREMAMENTE DIFFUSA E CHE PROVOCA OGNI ANNO MILIONI DI DECESSI PER INFARTO, NEL MODO OCCIDENTALE  .

 Uomini con un aumento del 10 % del peso corporeo presentano il 20 % in più di coronaropatie ,.

Ogni 10 % in più di aumento del peso corporeo si ha un aumento di 6,5 mm/Hg della pressione sistolica , di 12 mg del colesterolo plasmatico e di 2mg /dL del glucosio a digiuno (Blumenkrantz ).

Numerose ricerche hanno confermato che una alta proporzione del grasso addominale si associa a resistenza all'insulina , iperinsulinemia ,alterata tolleranza al glucosio ,diabete tipo 2  ,, dislipidemia , ipertensione .

Anche lievi o modeste obesità vanno attentamente trattate se coesiste aumento del grasso addominale .

 Esiste un netto aumento del rischio coronarico se il rapporto circonferenza addominale all' ombelico diviso la circonferenza del bacino è superiore ad 1 nell'uomo , e a 0,8 nella donna .

UNA CIRCONFERENZA ALL'OMBELICO SUPERIORE A 102 CM NELL'UOMO E A 88 CM NELLA DONNA INDICA AUMENTO DEL  GRASSO INTRADDOMINALE E INDICA GRAVE RISCHIO DELLE COMPLICANZE DELL'OBESITA'.

 Le cellule adipose si legano facilmente all' HDL (il colesterolo buono ) e ne provocano una diminuizione nel sangue .

OBESITA' E ARTROSI.

 Benché la causa non sia chiara esiste una correlazione tra acido urico e peso, la prevalenza di gotta aumenta drammaticamente se il peso aumenta .

 L' aumento del peso induce inoltre artrosi delle ginocchia, delle anche, della colonna lombosacrale per il sovraccarico che si determina.

OBESITA' E CANCRO.

 Soggetti obesi presentano maggior rischio di tutti i tumori, specie del cancro prostatico e del cancro del colon , con diete caloriche molto ristrette nei topi si è ottenuta una netta riduzione dei linfomi e di tutti i tipi di tumore .

 OBESITA' E CALCOLOSI BILIARE.

 Donne obese presentano calcolosi biliare fino a sei volte di più dei soggetti normali, coesiste negli obesi infiltrazione grassa del fegato o steatosi epatica .

OBESITA' E IPERCOLESTEROLEMIA.

 L' organismo produce da 15 a 20 mg di colesterolo pro kg, prodie, di conseguenza l'obesità si traduce in ipercolesterolemia, il colesterolo è prodotto per lo più nel fegato nelle prime ore della notte .

 

 

ALIMENTI CRUDI:

E' OPPORTUNO AUMENTARE LA PERCENTUALE DI CRUDO DEGLI ALIMENTI IL PIU' POSSIBILE, PER SVARIATI MOTIVI :

1) PER AUMENTARE L'INTRODUZIONE DI ENZIMI , VITAMINE , MINERALI .

 2) GLI ALIMENTI CRUDI DANNO MAGGIORE SAZIETA' , CON MENO CALORIE .

3) LA COTTURA PROLUNGATA E AD ALTA TEMPERATURA DI MOLTI ALIMENTI ESCLUSI I LEGUMI E LE VERDURE  O LA COTTURA ALLA GRIGLIA  DELLA CARNE   DANNO  ORIGINE  A NUMEROSI CANCEROGENI TIPO L'ACRILAMIDE , LE AMINE ETEROCICLICHE O I PRODOTTI AMADORI .( vedi sui portali mondiali GOOGLE com , MSNcom  , YAHOO com, etc ) :

 ACRYLAMIDE  AND CANCER , HETEROCYCLIC AMINES AND CANCER , AMADORI PRODUCTS AND CANCER) .

4) LA COTTURA RIDUCE IN MOLTI ALIMENTI E IN ALTA PERCENTUALE IL POTERE ANTIOSSIDANTE .

 FIBRE :

IL CONSUMO DI FIBRE DEVE RAGGIUNGERE I 25 GR AL GIORNO ,LE FIBRE HANNO MOLTA IMPORTANZA PER ALCUNI MOTIVI:

1)AUMENTANO LA SAZIETA'

2)MODULANO L 'ASSORBIMENTO DEI CARBOIDRATI E L'AUMENTO DELLA GLICEMIA

3)MODULANO IL RIASSORBIMENTO DEI SALI BILIARI E RIDUCONO IL TASSO DI COLESTEROLO NEL SANGUE

4)AIUTANO LA PERISTALSI INTESTINALE E CURANO LA STITICHEZZA

NUMERO DEI PASTI:

Si consiglia la suddivisione dei pasti in 3 pasti e 3 spuntini .

CONDIMENTI :

Per i condimenti usare piccole quantità di olio extravergine, limone aceto , spezie (origano ,timo, prezzemolo, basilico) a volontà.

 

L' ALLENAMENTO  DETERMINA PROFONDE MODIFICAZIONI NELL' ORGANISMO :

1) AUMENTO DEI MITOCONDRI CARDIACI E MUSCOLARI, CON MIGLIORAMENTO DELLA PROGNOSI DEL POST-INFARTO E DELL'INSUFFICIENZA CARDIACA, DELLA RESISTENZA E DELLA FORZA DEI SOGGETTI  ALLENATI .

2) AUMENTO DEI  RECETTORI CELLULARI DI MEMBRANA  PER L'INSULINA, CON RIDUZIONE DELLA GLICEMIA E DELLA RESISTENZA ALL'INSULINA.

3) AUMENTO DEL COLESTEROLO HDL.

4) RIDUZIONE DEL PESO E DEI GRASSI .

5) AUMENTO DEI RADICALI LIBERI E AUMENTO DI  ALCUNI ENZIMI ANTIOSSIDANTI, ES.LA SUPEROSSIODISMUTASI.

6) VASODILATAZIONE PERIFERICA  CON AUMENTO DELLA PRODUZIONE DI NO2(OSSIDO NITRICO ) .

AD ESEMPIO L'ARTERIA CORONARICA  DISCENDENTE ANTERIORE PRESENTA DOPO SFORZO AUMENTO  DEL FLUSSO DA 49+-4 mL/min a riposo a85+-8mL/MIN SOTTO SFORZO (CIRCULATION.2000;101:2526)

 7) RIDUZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA E DELLA FREQUENZA CARDIACA

 

DIETE A BASSISSIME CALORIE:

 Sono usate negli  USA delle diete a bassissimo contenuto calorico (VLCD).

Esse forniscono da 400 a 600 calorie al giorno e 1,5 gr di proteine per kg di peso al giorno.

Possono essere seguite solo per 3-4 mesi , necessitano di controllo medico continuo e sono adatte ai grandi obesi , necessitano di somministrazione contemporanea di vitamine e minerali .

Gli effetti collaterali sono l' ipopotassiemia, l' ipotensione, l'ipoglicemia, l' iperuricemia, sono anche descritti casi di morte da arresto cardiaco .

 

INTERVENTI CHIRURGICI :

Gli interventi chirurgici sono riservati per i soggetti con obesità grave ( BMI > 40 ) o comunque obesi in pericolo di vita .

 Gli interventi più usati sono 1 )la gastroplastica con bendaggio verticale 2) il bypass gastrico .
Lo scopo di questi interventi è di ridurre radicalmenteil volume gastrico , creando una tasca gastrica di 25 ml di volume .

Il calo di peso è di 40- 60 KG .

La mortalità operatoria è di solito inferiore all'1%, e le complicanze operatorie sono inferiori al 10 % ,

Tratto da www.Dietaweb.it

 

 Vedi anche Visita Terapeutica

Per informazioni sul trattamento  ed appuntamenti telefonare a:

                                                               Iginio Tartaglini

                                                                               via Col di Lana 15

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                                                                                                         Tel.3394088693

                                                                                                         Fax. 0302906471

 

 

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