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Pelle (Cute)
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La pelle non è semplicemente un rivestimento passivo, ornamentale, del corpo, ma una struttura dotata di funzioni ben precise, prima delle quali costituire una barriera di difesa contro l'ingresso di sostanze nocive e di agenti batterici. A che questa funzione di difesa sia efficiente è necessario che la pelle si trovi sempre nelle migliori condizioni, il che è possibile assicurandole un'igiene adeguata. Sull'intera epidermide è presente una sottilissima pellicola formata da un miscuglio di grassi, acqua, cellule morte e germi innocui, che costituisce la barriera di difesa meccanica contro l'ingresso di germi patogeni e sostanze nocive: tale barriera non va quindi asportata con lavaggi troppo energici e ripetuti. La pelle è estremamente ricca di diverse strutture: in un solo centimetro quadrato sono presenti: 2 apparecchi sensori per il freddo 12 apparecchi sensori per il caldo 3 milioni di cellule epiteliali 5 peli o capelli 15 ghiandole sebacee 1 metro di anse capillari sanguigne 4 metri di rete nervosa 25 apparecchi di registrazione degli stimoli tattili 200 apparecchi per la percezione degli stimoli dolorifici. La pelle è costituita da due strati: il derma è lo strato più profondo, formato da tessuto connettivo e fibroso, nel quale sono contenute tutte le strutture ora enumerate; l'epidermide è a sua volta costituita da due strati, uno profondo e uno superficiale. Nello strato più profondo, che si trova quindi a contatto con il derma, sono presenti cellule epiteliali giovani, le quali, a mano a mano che maturano, tendono a divenire sempre più superficiali, invadendo lo strato superficiale. Qui muoiono trasformandosi in una sostanza dura che prende il nome di cheratina, e che asportiamo con il lavaggio. Ogni giorno si forma no, pertanto, migliaia di nuove cellule, mentre un numero pressoché simile a quelle invecchiate viene eliminato; si ha in tal modo un rinnovamento continuo della nostra pelle: le cellule giovani sostituiscono quelle vecchie, per cui la pelle appare sempre vitale e sana. Durante la vita perdiamo impercettibilmente, senza accorgercene, circa 20 chili di pelle e ogni 27 giorni cambiamo lo strato superficiale dell'epidermide. La pelle assolve numerose funzioni: Funzione protettiva verso il caldo e il freddo. Le terminazioni sensitive dì cui è ricchissima vengono stimolate dal caldo e dal freddo e determinano fenomeni momentanei a carico dei piccoli vasi sanguigni. Il caldo provoca vasodilatazione, per favorire la dispersione di calore dal corpo; il freddo induce vasocostrizione, per limitarne la perdita. E un processo di termoregolazione che ha per fine di mantenere la temperatura corporea costante rispetto alle variazioni di quella esterna. Attraverso la pelle anche se non si suda - si verifica costantemente perdita di calore, detta «perspiratio insensibilis», la quale contribuisce anch'essa ai meccanismi di termoregolazione disperdendo parte del calore prodotto dal corpo. Quando la perspiratio non è più sufficiente ed il corpo deve perdere ancora calore (ad es. perché fa molto caldo), si aprono i pori presenti sulla superficie cutanea, e, attraverso questi, viene perduto calore sotto forma di SUDORE, di liquido, cioè, prodotto dalle ghiandole sudoripare che si trovano annidate nella pelle. Funzione meccanica. Oltre a sopportare la pressione atmosferica, la pelle ci protegge dagli insulti materiali (traumatismi, sfregamenti, ecc.). I calli sul palmo dei pescatori o dei contadini sono ispessimenti cutanei che difendono la pelle dal continuo insulto meccanico dei remi o degli attrezzi di lavoro. Lo stesso vale per tutti gli ispessimenti (che non necessariamente sono callosità) che si formano in corrispondenza delle parti sottoposte per vari motivi all'azione di fattori traumatici. La struttura elastica della pelle la rende inoltre particolarmente adatta a resistere a sollecitazioni di ordine fisico e chimico. Ad es. contro le radiazioni solari la pelle reagisce sviluppando MELANINA. Funzione sensitiva. In virtù dell'abbondante numero di terminazioni nervose, la cute riceve e trasmette sensazioni tattili, pressorie, dolorose, termiche (caldo e freddo). Le zone più sensibili al tatto sono i polpastrelli delle dita, le labbra, la punta della lingua. La sensibilità risulta generalmente più debole nelle zone in cui la pelle è ispessita. Funzione respiratoria. Attraverso la pelle ha luogo un continuo scambio di gas, simile a quello che avviene normalmente nei polmoni: viene, cioè, assorbito ossigeno ed eliminata anidride carbonica. L'eliminazione di acqua che si verifica attraverso la cute è quasi il doppio di quella polmonare. Attraverso la pelle avviene anche l'eliminazione di alcune sostanze di rifiuto del metabolismo come acido urico e alcuni sali. Funzione assorbente. La pelle ha la proprieta' di assorbire alcune sostanze (ad es. grassi) e di eliminarne altre (sostanze tossiche). La differenza più evidente e netta che diversifica i vari popoli della Terra è il colore della loro pelle: fondamentalmente il bianco, il nero ed il giallo. Ma la maggior parte degli esseri umani non possiede un colore ben definito della pelle: né bianco, né nero, né giallo deciso. La pelle presenta infatti centinaia di combinazioni di colore, anche se, nei vari tipi umani, prevalgono alcune tonalità. Queste differenze sono dovute a talune sostanze presenti nella cute, dette «cromogeni», incolori per se stessi: quando su di essi agiscono altre sostanze chimiche (enzimi), esse assumono un determinato colore. Anche la qualità della pelle è diversa da soggetto a soggetto. Mentre la pelle «normale» è liscia, con grana compatta, senza macchie, ben colorita, quasi «trasparente», quella «grassa» può avere aspetto untuoso o umido, e quella «secca» aspetto rugoso, arido, poco colorito, e si desquama facilmente. Ma c'è una differenza concettuale molto importante: i carotenoidi hanno la proprietà di combattere l'ossidazione della pelle. Hanno quindi la funzione di conservare al meglio i tessuti e non quella di produrre melanina. Il dottor Andrea Ghiselli, nutrizionista e ricercatore presso L'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), è stato chiarissimo in questo senso "la produzione di melanina dipende solo dall'esposizione ai raggi solari, non ha nessun legame con l'assunzione di carotenoidi". I carotenoidi, presenti in pomodori, carote, albicocche pesche e in generale in frutta e verdura, sono sostanze che l’organismo trasforma in vitamina A. Questa vitamina ha diverse funzioni, una di queste è quella di permettere un corretto sviluppo e ricambio delle mucose e dei tessuti in genere. In pratica, una corretta quantità di vitamina A (nella nostra alimentazione abbiamo il 200% di copertura dei fabbisogni di vitamina A) consente di mantenere la pelle giovane, liscia e morbida, di evitare che si secchi e che si irriti più del dovuto. Con i carotenoidi quindi possiamo contrastare l'ossidazione dei grassi sottocutanei e il conseguente logorio del tessuto epiteliale. Basta con integratori di carotene comprati con l'obiettivo di abbronzarsi più facilmente. Non producono una sola cellula di melanina! Inoltre possono anche essere nocivi, ecco cosa dice a riguardo il Dottor Ghiselli: "Non e' una mia opinione personale; recenti ricerche scientifiche mettono in guardia da un loro uso come supplementi. Per le vitamine anti-ossidanti, così come per tutto ciò che riguarda l'alimentazione, è fondamentale l'equilibrio. Ingerire un unico tipo di anti-ossidante in dosi massicce può far solo male. Nella frutta e nella verdura invece troviamo tutto il corredo antiossidante che ci occorre e nelle corrette quantità". Concludiamo con un ultimo suggerimento utile alla salute e, perche' no, al portafogli: molte creme protettive o nutrienti presentano tra gli ingredienti beta-carotene. Il suo effetto e' praticamente nullo, perché la trasformazione in vitamina A avviene solo nell'intestino e anche se le creme avessero vitamina A sarebbero comunque assolutamente inutili. Un'ottima pelle si ottiene esclusivamente con una alimentazione giusta ed appropriata. L'ortica può aver una reazione molto interessante, in caso di pelle grassa.
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